critica di libero roma riguardo il debutto del musical il 28 ottobre

Il musical “Cats” al Sistina
Il fascino eterno di quei gatti di Eliot
::: SIMONETTA BARTOLINI
Giulia ha 17 anni, più omenola mia età quando
Cats, il musical consegnato alla storia del genere, andava
in scena per la prima volta nel 1981 al New London
Theatre di Londra. Per i giovani della mia generazione
divenne subito un cult. Da allora sono passati circa 30
anni e la diciassettenne del XXI secolo mercoledì sera al
Sistina è rimasta incantata dalla versione in italiano che
la compagnia della Rancia ha messo in scena per la regia
di Saverio Marconi. Se uno spettacolo di trent’anni
fa, riproposto con fedeltà non solo al testo,masostanzialmente
anche negli allestimenti, riesce a conquistare
un giovane di oggi, forse non è eccessivo spendere il
termine capolavoro.
Vale allora la pena raccontare lo spettacolo che andrà
in scena fino al 22 novembre.Cominciamodall’al -
lestimento: la scena è aperta, la scenografia (di Gabriele
Moreschi), dove il pop sposa l’atmosfera di Broadway,
si riversa sulle prime file della platea, anticipazione del
superamentodel limite del palcoscenico inunapervasività
dai tratti talvolta inquietanti per quanto riescead
essere coinvolgente: gli spettatori verranno letteralmente
invasi dai gatti che dilagheranno in platea muovendosi
fra le poltrone e sulle loro teste in una (...)
segue a pagina 61
Al debutto «Cats» convince tuttiPieno successo per il debutto nazionale di mercoledì sera al Sistina per «Cats» il musical di Andrew Lloyd Webber ispirato a un testo di T.S. Eliot. A proporlo al pubblico italiano è la Compagnia della Rancia di Saverio Marconi. La rappresentazione dimostra di non risentire del tempo passato da quanto il poeta americano dette corpo alle sue favole infantili incentrate sul modo dei felini. «Cats», che a Broadway ha avuto 9000 repliche, si avvale di un allestimento di forte spessore quanto più vicino possibile alla struttura originale. La traduzione è di Michele Renzullo, l’adattamento è dello stesso Marconi. Punto di forza, particolarmente apprezzato, l’orchestra di 14 elementi che esegue dal vivo la bella partitura di Webber. In sostanza, uno schietto omaggio ai felini visti attraverso una selezione di gatti per la scelta, fra loro, di chi deve volare in cielo verso un utopico Paradiso. Soltanto un leggero filo conduttore per dare sfogo ad una scatenata sarabanda in cui è piena ed ammiccante l’intesa fra gatti ed umani. Non tradisce nell’edizione italiana lo squisito sapore di un musical che ovunque è stato ammirato e che ha fatto piazza pulita di premi. Il musical anglosassone se tradotto nella nostra lingua perde molto delle sue valenze per cui bisogna mettere nel conto alcune approssimazioni e cadute di stile, ma questo ha tolto poco o niente allo capacità dello spettacolo, nel suo assieme, di imporsi e di strappare applausi convinti a scena aperta e alla fine. Il ritardo che sconta il nostro Paese nell’applaudire e soprattutto nel godersi questo musical da record viene quindi adesso ampiamente compensato da uno spettacolo ricco di felici intuizioni e confezionato con cura da Marconi.
dell'avvenire
il debutto a Roma
«Cats» all'italiana
vola grazie a Ezralow
Sarà il lascito di Garinei e Giovannini
con le loro indimenticate
commedie musicali, sarà il bisogno
di un teatro leggero di alta qualità, ma
certo negli ultimi mesi ha avuto ottime
accoglienze l'arrivo di grandi musical ,
targati Usa, o addirittura indiani.
Un importazione di lusso. Nel travaso
però ha preso corpo un piccolo miracolo:
gli spettacoli vengono serviti in veste
italiana, senza sostanzialmente perdere
dello spirito originale. Come per certi bei
doppiaggi cinematografici. Ed è il caso
dell ultimo arrivato al Sistina di Roma,
Cats, ennesima
splendida creazione
dì un asso del
musical, Andrew
Lloyd Webber. Per
nulla intimorito, il
nostro maggior
specialista^
commedie
musicali, Saverio
Marconi, ha
mobilitato la sua
Compagnia della
Rancia. Ed ha
associato all'impresa, ciliegina sulla
torta, un coreografo di punta come
Daniel Ezralow. Per chi ancora non lo
sapesse dopo tanto battage, Caftha
un ascendenza culturale importante,
deriva dai versi che Eliot nel 1939 dedicò,
per i suoi nipoti, ai gatti, ai loro moti
umani" ma anche alla separatezza e al
mistero. Webber oltre vent'anni fa nella
sua fantasia li immaginò come una tribù
di gatti Jellicle, riuniti per partecipare alla
festa in cui il leader Deuteronomio
sceglie chi è degno fra loro di trapassare
in una nuova vita, il «dolce Aldilà».
Nell'incontro conosciamo fisionomie
varie che rivelano un microcosmo di '
bene e male, fino allo scioglimento, in
pura marca webberiana, sentimentale e
.festoso, con una apoteosi che
accompagna la prescelta, Grisabella,
malandata e triste nella sua solitudine.
Ammirevoli costumi e maschere di
Enrico Coveri e Zaira De Vincentiis nel
ricreare una umanità gattesca
fortemente caratterizzata. Ma è la
musica la componente che domina, e da
modo al nutrito stuolo dei cantantiattori-
ballerini di esibire ottima classe
nei virtuosismi corali dettati dalla
coreografia di Ezralow. Dal Sistina, dove
resterà fino al 27 novembre, lo spettacolo
decollerà per una lunga tournée fra sud e
nord della penisola. A Milano il 27
gennaio.
Toni Colotta
un'altro video che parla di cats!
http://www.facebook.com/video/video.php?v=...80303420&ref=mf